Come carta di caramella
Lo capisce? È la magia del vetro, proteggere senza imprigionare. Stare in un posto e poter vedere ovunque, avere un tetto e vedere il cielo. Sentirsi dentro e sentirsi fuori, contemporaneamente... un'astuzia, nient'altro che un'astuzia. Se Lei vuole una cosa e però ne ha paura non ha che da mettere un vetro in mezzo... tra Lei e quella cosa... potrà andarle vicinissimo eppure rimarrà al sicuro. Non c'è altro. Io metto pezzi di mondo sotto vetro perchè quello è un modo di salvarsi... si rifugiano i desideri, lì dentro... al riparo dalla paura... una tana meravigliosa e trasparente. Lo capisce, Lei, tutto questo? - Baricco
Quando E.T. telefonò a casa.

- Pronto?

- Pronto Signora, c’è Carlo?

- Scusi, con chi parlo?

- Ma come, non mi riconosce? E.T.

- Come e ti? Risponda prima Lei! 

- Ma no signora! Sono E.T. l’amico di suo marito. Quello che lavora all’Enel. Sa, ho l’indice luminoso per quel genere di cose.

- Ma caro ragazzo, perché non me l’hai detto prima! Vedi, Carlo non c’è.

- E quando posso ricontattarlo?

- Piccolo mio, Carlo non tornerà più a casa. Cercalo fra stelle. Ha preso residenza lì. Mi capisci?

- (Silenzio)

- Me lo saluti tu figliolo?

- Lo farò Signora. Arrivederci.

——-

Ho potuto conoscere qualche anno fa, per una manciata d’ore, Rambaldi e la moglie. 

Erano lì, davanti a noi.

Era lì, seduto davanti a me con una biro in mano che ondeggiava nervosamente, come se quella squadra di ragazzini che gli si presentava davanti potesse attaccarlo da un momento all’altro come uno dei suoi Alien. 

Noi dall’altra parte pendevamo completamente dalle sue labbra, o forse da quelle della signora Bruna.

Li ho visti.

Erano un’unica cosa.

Lui la voce e Lei la memoria. Perché di confusione nella testa di quell’artista ce n’era tanta. Forse troppi ricordi stipati in quel corpo cominciavano a fondersi e confondersi.

Lei semplicemente, con un amore incondizionato e con quell’aria che sapeva di gesti già fatti ma mai abbastanza, era presente in una quantità tale da soffocare e allontanare qualsiasi cosa potesse far male a suo marito, che fossero parole, pensieri sparsi alla rinfusa o il raffreddore che lo mandava in apnea ogni tre parole.

Lo imboccava. Gli passava il cucchiaino di ricordi e aneddoti come una madre fa con il proprio pargolo un pò ostinato a voler provare da solo ma con una mano nascosta a chiedere comunque aiuto nel momento opportuno.

Sarà stata l’emozione mischiata all’età, ma alle nostre domande era sempre Lei che partiva a rispondere, per poi lasciare il timone e riprenderlo quando la marea delle parole si faceva un po più burrasca. Lo guardava incespicare e lo rialzava con un: “Ma nooo. Non è andata così! Ricordi che…” e allora Carlo ci si aggrappava e ricominciava con una nuova linfa e con il timore, sempre presente, di riprendere la strada secondaria dei flashback che vogliono ostinatamente pararsi davanti a lui.

Lei sorrideva di nascosto. Lui la guardava negli occhi. Brontolava quando lo rimproverava ma poi si metteva a ridere.

Rambaldi snocciolò in meno di un’ora tutte le sue glorie: il braccio di King Kong, il fantoccio dell’anarchico Pinelli, Alien e Spielberg. Perché Spielberg era il suo chiodo fisso (vorrei anche vedere).

Io assimilavo ogni dettaglio. Ogni parola. Immaginavo. Perché puoi solo immaginarle certe situazioni.

L’unica cosa che la moglie non riuscì a suggerirgli, o meglio non volle per ovvi motivi, fu un ritratto ben preciso.

Un piccolo disegnino su di un foglio trovato per disgrazia nelle vicinanze.

So che al Dosso, da qualche parte, c’è un piccolo E.T. su di un foglio bianco e un po’ stropicciato che con il dito alzato compone il numero di casa.

——-

- Pronto, casa Rambaldi?

- Si.

- Signora, le ho salutato le stelle.image

Posted on Ott 1st (2:34pm), 1 ora fa

E vedo ancora il tuo volto
Mentre col sole giocavi.
Piccola ala nel cielo
Coi tuoi sorrisi crescevi.
Ricordo gli anni di pioggia
A ogni caduta imparavi
Il tempo ti accarezzava
E con il tempo sbocciavi.
Porto con me
L’amore infinito
Lo conserverò
Per sempre.
Vive con me
L’oro e l’argento
Li conserverò
Per sempre.
La gioia e la meraviglia
Quando volevi scoprire
Brillavano i tuoi occhi
Volevi domandare.
Vennero gli anni del fuoco
Quando volevi provare
Volevi andare lontano
E ti guardavo scappare.
Porto con me
L’amore infinito
Lo conserverò
Per sempre.
Vive con me
L’oro e l’argento
Li conserverò
Per sempre.
E non si è soli se qualcuno ti ha lasciato
Si è soli solamente se non è mai venuto.
Porto con me
L’amore infinito
Lo conserverò
Per sempre.
Vive con me
L’oro, l’argento
Li conserverò
Per sempre.
Porto con me
L’amore infinito
Lo conserverò
Per sempre.
Vive con me
L’oro e l’argento
Li conserverò
Per sempre.

Posted on Set 15th (4:34pm), 2 settimane fa
#musicnomination… ma chi se ne fott!

Visto che molti lettori mi hanno chiesto album e canzoni preferite/importanti (sulla scia di quelle facebookiane, ma questa volta per vero ficcanasamento e non per la legge di Saint Antoine), qui di seguito i due elenchi, 7 album e 9 canzoni.

Album:

- Gente come noi (Nomadi) 

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- Fuori dal controllo (Gang)

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- La lunga notte (Cisco)

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- Pelle (Punkreas) 

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- ¡Viva la vida, i muera la muerte! (Modena City Ramblers)

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- Mezmerize (System of a down)

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- Anime salve (Fabrizio De André)

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Canzoni:

- Il testamento di Tito (De André) “L’invidia di ieri non è già finita: 
stasera vi invidio la vita”

-  Ebano (Modena City Ramblers) “E nei miei occhi splendeva la luna, mi chiamavano la Perla Nera”

- Bella Ciao (Movimento partigiano italiano) “è questo il fiore del partigiano morto per la libertà”

- Anime di passaggio (Cisco) “Di nuovo in cammino: cerco, trovo, imparo. Ancora in cammino: prendo, lascio e parto  Sempre in cammino come transumando. Back to basics, anime in passaggio”

- China Town (Caparezza) ”il luogo non è molto distante, l’inchiostro scorre al posto del sangue, basta una penna e rido come fa un clown, a volte la felicità costa meno di un pound”

- Quella che non sei (Ligabue): “C’è un posto dentro te in cui fa freddo è il posto in cui nessuno è entrato mai. Quella che non sei”.

- Se mi guardi, vedi (Gang): “grandine di rose, ne ho piene le tasche. te ne do quanta ne vuoi. Cose che soltanto il cuore può vedere. Corrono i miei anni, vanno sotto gli occhi”

- Eppure soffia (Pierangelo Bertoli): “Un giorno il denaro ha scoperto la guerra mondiale, ha dato il suo putrido segno all’istinto bestiale”

- Utopia (Nomadi): “ Mentre Utopia che non ha un padrone, ne ha centomila senza alcuna ragione. Resta da sempre a vagare nel prato, ma l’aquilone non l’ha più trovato”.

Menzione speciale per: Il testamento (Appino), La faida (Après la Classe), Felicità (Pedrini Cantastorie), La moglie del poeta (Gazzè), Repley (Samuele Bersani), The lost children Michael Jackson e Poison (Alice Cooper). 

Posted on Set 14th (4:33pm), 2 settimane fa

Ho dieci strofe per lasciare un bel ricordo, 
ho dieci piani che mi aspettano giù in fondo. 
E sono certo in pochi possono capire
ma davvero io son felice di morire. 
Ho fatto tutto quello che dovevo fare 
ed ho sbagliato per il gusto di sbagliare. 
Son stato sveglio quando era meglio dormire.
E ho dormito solo per ricominciare. 
Son stato solo tutto il tempo necessario 
a guardare gli altri, non per fare il solitario. 
Ed ho creduto in tutti per quel che ho potuto, 
mi son rialzato sempre dopo esser caduto. 
Ho preso in giro solo quelli più potenti 
a loro ho preferito sempre i pezzenti.
Me ne son fregato dei giudizi della gente 
nessuno giudica se è un poco intelligente. 
Ne ho amati molti perchè lo volevo fare, 
tanti ne ho odiati ma anche loro per amore. 
Ho preferito Gesù Cristo a suo padre 
anche se entrambi non li voglio al funerale. 
Ho scelto tutto quello che volevo fare 
e ho pagato ben contento di pagare. 
Perchè la scelta infondo è l’unica cosa 
che rende questa vita almeno dignitosa. 
E quindi scelgo di saltar dal cornicione, 
come un gabbiano, falco o piccolo aquilone, 
come un’aereo, una falena, un pipistrello 
che vola alto invece ora è un misfacello. 
Ho scelto te per dei motivi misteriosi 
Siam stati accanto per giorni meravigliosi 
e lo sai bene che lo faccio per natura, 
non rivederti più è l’unica paura. 
Ai ben pensanti che lo trovano immorale, 
a quelli che lo leggeranno sul giornale. 
Alle signore bocca larga e parrucchiere. 
Chi non mi lascia farlo in altre maniere 
Io ho scelto esattamente tutto quel che sono. 
Senza la scelta io la vita l’abbandono. 
Ho scelto tutto, tutto tranne il mio dolore. 
Lo ammazzo io e non c’è niente da capire.

Posted on Set 12th (2:28pm), 2 settimane fa
Biancaneve (e), la mela marcia.

E visse per sempre felice e contenta.

Nella teca. Sotto vetro.

Lontana dal mondo.

A marcire.

La strega non si presentò.

Fu più facile spedire il pettine tramite una rappresentatrice Avon.

Il fiocco per capelli, un cappio trovato nelle cantine del castello, fu spedito tramite Amazon.

La mela bastò pescarla tra il mucchio sul bancone del supermercato. Talmente incontaminata da poter arrivare a piedi, da sola, dalla bella principessa dalla pelle bianca e labbra rosse.

I sette nani se ne sono sbattuti di tutti i suoi problemi da donna toccata da mani sporche di vite altrui.

Il pettine non lo usò.

Il fiocco lo porse al principe senza dirgli niente. “Magari” pensò “ci arriverà da solo a farne buon uso”. 

La mela la mangiò. Non vi era differenza tra il marcio dentro e quello fuori.

Mangiò la mela perché non aveva più niente in dispensa.

Aveva ormai divorato tutti gli animali del bosco.

I sette nani se ne sono sbattuti dei suoi pianti vomitati in bagno.

Biancaneve si sentiva marcia.

Fuori, dentro, intorno.

Marcia per colpa del mondo che aveva deciso di girare a rotazione invertita: devi essere bella, magra fino a scomparire, intelligente ma non troppo. Il tuo cervello deve essere di zucchero filato alla fragola. E soprattutto senza cuore né sentimenti. Prendi la strada nera del bosco. 

Lei, bella nel suo candore, intelligente nel suo mondo creato grazie a libri e musica di seconda mano, bulimica di ogni sorta di amore, cibo, parola. Un sorriso ad intermittenza. L’ansia che la divorava piano.

Rimase tutta la vita a cantare da sola in mezzo al bosco. Non provò a urlare. Non sembrava le bastasse per farsi sentire.

Marcia per colpa delle parole: tante, vere, regalate. Tante, false, ricevute. Giocava a parole crociate per ricevere domande e dare risposte. Così. Senza pensarci. Senza un motivo. Ormai era vuota di un vuoto troppo pieno.

Dormiva così tanto da far invidia ad Aurora, la principessa narcolettica.

Dormiva così tanto che i nani decisero che era l’ora di liberarsene.

Teca di vetro.

Lei dorme.

Poco le importa di ciò che succede fuori.

La curiosità di vederla uccise i guardoni. Come tutti quelli che si fermano a vedere cosa succede nelle ambulanze ferme in strada, davanti alle case. 

Ma non le importava.

Per una volta era Lei.

Biancaneve sotto vetro.

Marcia per colpa degli altri.

Ma con il torsolo ancora intatto.

Il cuore le batteva. Le parole se le rimasticava e gustava senza paura di sbavarle. Si riempiva gli occhi chiusi di un buio di ricordi. Spesso le scivolavano fin sulle guance. Il cuscino glieli raccoglieva in macchie deformi di trucco nero colato. Stringeva mani invisibili. Ascoltava fiabe. 

Biancaneve sotto vetro nel suo mondo perfetto.

————————————

Il cielo è azzurro Biancaneve. Le scarpe ardenti lasciale agli altri. Apri gli occhi bellezza. Il cielo è azzurro. Respira. Sfonda quel cazzo di vetro e respira. C’è un angolo tutto per te su questa Terra.

Trovalo. Trovati. Trovatevi.

Urla.

Credi e ricrediti.

Le favole a volte esistono.

(2009)

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Posted on Set 11th (4:52pm), 2 settimane fa
That’s what i want: die to be reborn.

— Claudio Niniano

Posted on Ago 30th (11:30pm), 1 mese fa

la-ragazza-dagli-occhi-speranza:

lyansart:

mi-godzilla:

Interstellar

Wow

😍

Posted on Ago 30th (11:29pm), 1 mese fa
Bar sport - Stefano Benni
"“Hanno mangiato la Luisona!”. La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959".Recensione al link: http://didilightmoon.blogspot.it/2014/08/bar-sport.html

Bar sport - Stefano Benni

"“Hanno mangiato la Luisona!”. La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959".

Recensione al link: http://didilightmoon.blogspot.it/2014/08/bar-sport.html

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